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Capitello in via Finco

Capitello in via Finco

Nel marzo 1949 si ebbe nelle tre parrocchie del comune di Campo San Martino un avvenimento di carattere religioso estremamente sentito dalla popolazione, avvenimento che lasciò un profondo strascico di devozione e misticismo: il passaggio della Madonna Pellegrina.

Nell’estate e nell’autunno 1949 i contradaioli di Via Finco si riunirono e si trasmisero la volontà di possedere un proprio capitello di contrada. Tutti offrirono quello che avevano: chi il terreno, chi la statua, chi il lavoro di edificazione, chi la progettazione. I loro nomi sono ricordati nella lapide che è stata apposta all’interno della cupola nell’Anno Mariano 1988.

Oltre quelle citate nella lapide, molte altre persone hanno collaborato alla realizzazione, chi realizzando i cancelletti in ferro battuto, chi trasportando con il proprio camion la ghiaia e il cemento occorrente, chi fornendo le sagome occorrenti per le gettate in cemento.
La posizione scelta dal progettista era di fronte al rettilineo verso Via Venezia, in modo che il viandante lo vedesse da lontano. In origine si trovava in un campo, ed un fosso lo separava dalla strada; fu una fortuna, perché non ostante il continuo adeguamento della sede stradale alle crescenti esigenze del traffico, ne portassero il ciglio a lambirne i gradini, il sacello non ha mai dovuto subire spostamenti.

La costruzione è tutta in cemento armato, infatti non ci sono mattoni nella struttura; è stato fatto, a pezzi con delle forme, dal muratore Bepi Zaghetto detto Doro, in stalla da Ferrazzo durante l’inverno, e montato nella posizione in cui si trova ora. La statua è stata comprata già fatta, scegliendola da un venditore di cose sacre. E’ di sasso di San Gottardo ed è stata interamente pagata da Antonia Ferrazzo in Ferrazzo. Negli anni a venire, poiché non sembrava molto bella, è stata modificata e ridipinta dal pittore Gino Danieli.
Sotto la fondazione è stata interrata una pergamena; l’iscrizione non si conosce, ma secondo gli anziani si tratta di un elenco delle persone che hanno collaborato ad edificarlo. Peccato che non ne sia stata conservata una copia.
Per l’inaugurazione, avvenuta domenica 30 luglio 1950, tutta la contrada ha collaborato ad organizzare una grande festa, alla presenza della banda di Marsango, con messa, rinfresco e addobbi luminosi inneggianti a Maria.
I contradaioli delle vie Finco, IV Novembre e Giotto hanno conservato nel tempo una viva devozione per il loro capitello. Nell’anno 1994 hanno provveduto a pavimentare e piastrellare il pavimento ed i gradini intorno al capitello, lavoro coordinato in particolare da Alfredo Babolin, Giovanni Franchin, Romeo Bruseghin e Gianni Menegale.

Nell’anno 2000 infine hanno dotato di una copertura in rame la cupola, e rinfrescato la colorazione dell’intonaco e della statua, in previsione di una festa solenne per l’anniversario dei cinquantun anni dalla costruzione, organizzata per maggio 2001.
Quanto alle cerimonie religiose, da sempre a maggio si celebra il fioretto, con solenne messa e rinfresco alla chiusura del mese.
In un tempo lontano (sicuramente col parroco don Luigi Bettelle) giungevano al capitello le rogazioni; poi queste pratiche religiose che dovevano propiziare l’abbondanza dei raccolti agricoli sono cadute in disuso ed abbandonate.


Fonte: I capitelli di Campo San Martino – Francesco Mazzonetto

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