Oratorio di Busiago Vecchio

Oltre alle lapidi poste sulla facciata, un documento conservato presso l’archivio parrocchiale di Busiago ci aiuta a far luce sulle origini dell’oratorio: fu ideato nel 1872 da un contadino di nome Girolamo Gottardello, e fu completato dal popolo nel 1888. Il lavoro di raccordo della Via Manzoni all’attuale piazza di Busiago Vecchio originò un ritaglio di terreno abbandonato, posto tra il vecchio tracciato ed il nuovo, è su questo piccolo triangolo di terreno comunale che Girolamo Gottardello ideò e iniziò l’oratorio.
Vecchie foto mostrano come l’aspetto dell’oratorio sia cambiato nei tempi: una cartolina del 1944 lo ritrae con lo stesso aspetto odierno, la facciata ad arco resa importante dalla decorazione a quadroni, ed il rosone in alto, sotto la cornice.
Una foto dell’anno 1965 poi, ne mostra una facciata molto dimessa: l’arcata superiore, il rosone ed i quadroni scomparsi, il tetto a due spioventi in vista, con la cornice molto avanzata rispetto al muro frontale.
Le foto successive al restauro del 1973 documentano invece il ritorno al passato, voluto dalla comunità e sostenuto dal dottor Aristide Finco.
Si tornò quindi all’antico ed importante aspetto, copiando fedelmente la forma dalla foto del 1945. Ed è l’aspetto odierno, che l’ultimo restauro conservativo del 1996 ci restituisce in tutta la sua semplicità e bellezza.
L’oratorio è dedicato alla Natività di Maria Vergine, che la comunità festeggia l’8 settembre con la tradizionale sagra e le manifestazioni collegate, ideate dal compianto dott. Aristide Finco e tramandate dai suoi eredi: il concorso gastronomico “Piatto con polenta” ed il premio “Al Seminatore”.
All’interno, oltre alla Natività, vi sono due statue: San Rocco l’appestato (accompagnato dal cane), che ricorre il 16 agosto, e Sant’Antonio Abate protettore degli animali (col classico maialino ai piedi) che ricorre il 17 gennaio; in occasione di queste due ricorrenze si celebra una messa.
Le pareti laterali si sono arricchite nell’anno 2007 di una preziosa Via Crucis, donata da Massimo Finco. In legno, è stata appositamente scolpita dallo scultore Remo Hofer di Ortisei, su disegno dell’artista Norman Kostner. In occasione della consegna delle quattordici preziose pale, avvenuta domenica 18 marzo, una delegazione di parrocchiani guidata dalla famiglia Finco si è recata con un pullman a Ortisei per accompagnarle nel viaggio e nell’ingresso solenne all’oratorio.
Attualmente la chiusura del Maggio si celebra con una messa nelle vicinanze dell’oratorio, in un cortile della proprietà Finco dove, all’aperto, è stata posta una statua della Madonna, in modo da accogliere i molti fedeli che non potrebbero trovare posto all’interno dell’oratorio stesso.
Altre messe vengono celebrate regolarmente tutti i Mercoledì e Venerdì, dal parroco don Giacinto Brion e più recentemente dal parroco don Andrea Battagin.
Fonte: I capitelli di Campo San Martino – Francesco Mazzonetto
Foto storiche: Aristide Finco, Massimo Finco









